domenica 18 settembre 2011

Massimo due


Bisognerebbe smettere di dire che un secolo regala ad un popolo un solo poeta, al massimo due. Che i poeti veri si contano sulle dita di una mano. C'è forse qualcuno che si preoccupa di contare quanti narratori nascano in un secolo, o quanti scultori, medici, astronomi? La poesia così sembra debba essere qualcosa di sacro e di estremamente lontano. D'Annunzio, nei ricordi di un giovanissimo Saba (Ricordi-Racconti), afferma che “l'Italia aveva avuti, prima di lui, tre soli poeti: Dante, Petrarca, Leopardi; gli altri non erano stati che chitarristi”. Devo dire che l'immagine dei chitarristi è divertente, e che mi affascina l'idea che un'orchestra di strimpellanti chitarristi abbia realizzato buona parte della letteratura italiana. Ma perché non chiamarli poeti? Perché continuare a dire che i poeti si contano sulle dita di una mano? E pensare che tra l'anno di nascita di Saba (1883) e i venti anni successivi, quando appunto avvenne l'incontro con il Vate, il “bianco immacolato signore”, nacquero, tra gli altri, Piero Jahier, nel 1884, Dino Campana, Clemente Rebora e Virgilio Giotti('85), Vincenzo Cardarelli ('87), Camillo Sbarbaro e Giuseppe Ungaretti ('88), Eugenio Montale ('96), Giacomo Noventa ('98), Carlo Betocchi ('99), Salvatore Quasimodo, nel 1901! Tutti “chitarristi”.
Questa idea della sacralità della poesia ha nell'immediato due effetti, Innanzitutto la scomparsa dalla memoria collettiva di quei poeti che, pur riconosciuti come tali e ammirati dai lettori, non sono ritenuti tra i due (massimo due!) Grandi del secolo. Poi produce una sorta di timore panico di fronte a tanta altezza, con la conseguente fuga dei lettori, spaventati davanti a questo luogo solenne e inviolabile che per alcuni dovrebbe essere la poesia.

2 commenti:

  1. Io sono un chitarrista!
    Nel senso che suono non che scrivo da poeta! Sono un suonatore, più che un musicista e mi dà fastidio l'idea che un poeta come Dino Campana o Ungaretti, tra gli altri, non siano considerti Poeti! Per me lo sono eccome!
    Come scrisse De Gregori parlando di Mussolini "i poeti, che brutte creature, ogni volta che parlano è una truffa!".... Questa frase, girata ad un Poeta che non sia un dittatore si legge "I Poeti, che belle Creature, ogni volta che parlano ti prendono nei sentimenti!"....
    La Poesìa è anche un modo di vivere!
    Sei romantico perchè in te c'è della Poesìa!
    Sai piangere perchè sei poetico nel tuo genere!
    Ridi di continuo perchè in preda alla poetica era degli allori: la tua era!
    Alda Merini ha detto che i Poeti sono quelli che soffrono di più, perchè vorrebbero prendersi sulle spalle i dolori del mondo!
    E' vero! Un Poeta ha orecchi che non sentono: ascoltano!
    Una mente per pensare e chiedersi il "perchè" di tutto!
    Un'Anima nobile e leggiadra che gli serve per sopravvivere a gente che non crede alla Poesìa!
    Scrivo canzoni, cerco tra la gente.... sono stato musicista di Straada per 13 anni, spesso suono ancora sui marciapiedi e nelle piazze, per me questa è Poesìa!
    E così sia....!
    Reno

    RispondiElimina
  2. Non so se la poesia sia un modo di vivere. Non sempre lo è, comunque. E' senz'altro un modo di intendere la vita. E' vero che la poesia nasce dalle domande su ogni aspetto della vita, ma queste domande non sono di pertinenza solo delle anime nobili. I poeti anzi quasi sempre non sono nobili...

    RispondiElimina